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Come la Banca Mondiale contribuisce all'effetto serra
Le responsabilità italiane

a cura della Campagna per la riforma della Banca Mondiale con la collaborazione di International Trade Information Service (ITIS), USA ed Institute for Policy Studies (IPS), USA

Seconda edizione - Novembre 1997



f. Le richieste della Campagna per la riforma della Banca Mondiale

La Campagna per la riforma della Banca Mondiale (che rappresenta 14 ONG ed associazioni ambientaliste italiane) chiede al Governo italiano di impegnarsi a sostenere le seguenti richieste:

a. per quanto riguarda la Banca Mondiale:

1. Un 'aumento progressivo degli impegni in sostegno a strategie energetiche sostenibili, tramite lo stanziamento, entro tre anni, del 20% del bilancio per il settore energetico in sostegno a fonti energetiche rinnovabili su piccola scala, programmi di gestione della domanda e di efficienza energetica. Almeno il 50% del bilancio dovràinoltre essere destinato a soddisfare il fabbisogno energetico delle classi più povere.

2. La revisione indipendente di tutti i progetti finanziati e che intende finanziare nel settore energetico, trasporti ed infrastrutture, al fine di garantire che le future decisioni di spesa e le politiche promuovano effettivamente gli obiettivi della Convenzione sul Clima. A tal riguardo la Banca Mondiale dovràelaborare quanto prima una politica vincolante sui mutamenti climatici che preveda un impegno ed una serie di scadenze precise per la riduzione delle emissioni di gas serra causate dai progetti finanziati.

3. l'espansione delle risorse umane e finanziarie al fine di garantire l'inclusione nei suoi progetti della gestione della domanda energetica, dell'efficienza, della conservazione dell'energia e di strategie energetiche sostenibili.

In tale ambito, la Banca dovràistituire un dipartimento speciale sull'Efficienza Energetica, come giàfatto dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo con la sua Efficiency and Conservation Unit.

Dovranno inoltre essere adottate misure vincolanti ed incentivi per il personale della Banca Mondiale al fine di garantire l'effettiva applicazione delle linee-guida relative al settore energetico ed alla valutazione di impatto ambientale.

4. l'adozione di un sistema di valutazione dell'efficienza energetica e dei costi ambientali in tutti i progetti ed i prestiti settoriali della Banca Mondiale. Questo sistema dovràincludere procedure vincolanti volte a:

* controllare l'impatto di tutti i progetti della Banca in termini di consumo energetico ed emissioni di gas-serra sin dagli inizi del ciclo di progetto, calcolando nei costi dei progetti anche i costi relativi all'impatto sul clima globale

* considerare fin dall'inizio del ciclo di progetto valutazioni relative all'efficienza energetica ed all'uso di fonti energetiche rinnovabili

5. l'obbligo di assistere i paesi destinatari dei prestiti nell'elaborazione e messa in atto di strategie energetiche integrate, includendo queste come priorità nei piani di assistenza per paese (le cosiddette Country Assistance Strategies).

6. Il sostegno al trasferimento di tecnologie sostenibili tramite strumenti innovativi quali la concessione di garanzie per investimenti nei settori dell' efficienza energetica e fonti rinnovabili

b. Per quanto riguarda il Direttore Esecutivo italiano presso la Banca Mondiale:

1. l'adozione di linee-guida vincolanti e trasparenti che ne informino le scelte in sede di discussione ed approvazione di progetti nel settore energetico o in altri settori che possono contribuire all'effetto serra. Saràcosì possibile garantire che le posizioni assunte in seno al Consiglio dei Direttori della Banca Mondiale siano coerenti con gli impegni presi dal paese nel sostenere il trasferimento di tecnologie pulite nei PVS e l'adozione di strategie energetiche sostenibili. A tal riguardo andranno adottate procedure che garantiscano al Ministero dell'Ambiente un ruolo di controllo ed indirizzo.

2. maggiore trasparenza e controllo parlamentare sui fondi pubblici destinati al gruppo della Banca Mondiale e sull'operato dei nostri rappresentanti;

c. Per quanto riguarda la cooperazione bilaterale e le attivitàdi SACE e Mediocredito:

1. meccanismi di controllo ed indirizzo al fine di dare effettiva prioritàin termini di spesa pubblica agli obiettivi della Convenzione sui Mutamenti Climatici, sostenendo anzitutto fonti energetiche rinnovabili, gestione della domanda e efficienza energetica.

2. una valutazione ambientale preventiva dei progetti della Cooperazione bilaterale, SACE e Mediocredito, nei settori dell'energia, infrastrutture e trasporti, al fine di accertarne il possibile impatto in termini di emissioni dirette o indirette di gas-serra, e considerare progetti alternativi;

Queste competenze possono essere attribuite ad un dipartimento interministeriale costituito da rappresentanti dei Ministeri di Tesoro, Ambiente, Affari Esteri ed ENEA che agiràin consultazione con le associazioni ambientaliste, ONG e rappresentanti dell'industria;

3. il sostegno in ambito OCSE e del G7 alla proposta di adozione di linee-guida socio-ambientali omogenee per le agenzie di credito all'esportazione.


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