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Come la Banca Mondiale contribuisce all'effetto serra
Le responsabilità italiane

a cura della Campagna per la riforma della Banca Mondiale con la collaborazione di International Trade Information Service (ITIS), USA ed Institute for Policy Studies (IPS), USA

Seconda edizione - Novembre 1997



d. La cooperazione bilaterale italiana in sostegno a fonti energetiche inquinanti

La "Prima Comunicazione del Ministro dell'Ambiente alla Convenzione Quadro sui Mutamenti Climatici del gennaio 1995", informa che l'Italia ha concordato fondi fiduciari con la Banca Mondiale per investimenti nel settore dell'efficienza energetica e prevenzione dell'effetto serra in Europa Centro-Orientale, Ex-URSS ed ex-Yugoslavia, nonch=E9 per un programma in Bielorussia.41 Ed aggiunge che "la cooperazione nel settore energetico"

"=E8 stata una priorit=E0 per l'Italia negli ultimi anni. Per il periodo 1992-1993 ad esempio, l'Italia ha impegnato circa 273,3 milioni di dollari per lo pi=F9 per lo sviluppo di tecnologie per l'energia rinnovabile, efficienza energetica, contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas serra". 42

In totale il nostro paese ha stanziato tramite la cooperazione bilaterale un totale di 1.340 milioni di dollari (equivalenti a 1.738 miliardi di lire considerando i vari tassi di cambio) per progetti di sviluppo del settore energetico dalla Conferenza di Rio al 1995, di cui 1.200 milioni di dollari per impianti termoelettrici convenzionali. Uno studio della distribuzione dei crediti d'aiuto per settori ha rivelato che il settore energetico =E8 quello in maggior espansione percentuale, passando dall'11,8% dei crediti totali concessi nel 1992 al 62% nel 1995.

Questo =E8 il modello di sviluppo energetico che il nostro paese tradizionalmente esporta nei PVS ad esclusivo interesse di quei settori industriali nazionali leader nella costruzione di infrastrutture, ed impianti industriali.

Per dare un'idea delle proporzioni, nel 1992 un solo progetto di centrale termoelettrica, l'Hub River Power Project in Pakistan, ha beneficiato del finanziamento di circa 260 milioni di dollari (262 miliardi di lire di allora) della cooperazione bilaterale italiana a favore della Ansaldo. Il progetto che era co-finanziato dalla Banca Mondiale con un prestito di 250 milioni di dollari, prevedeva la costruzione di una centrale a olio combustibile della potenza di 1.469 MW. Questo =E8 il secondo progetto di centrale termoelettrica pi=F9 inquinante mai finanziato dalla Banca Mondiale dalla met=E0 del 1992: nei 20 anni di vita della centrale, verranno emesse 277.464.000 tonnellate di CO2.

Un settore poco considerato, ma di rilevanza notevole, =E8 quello delle attivit=E0 delle agenzie di credito all'esportazione (le cosiddette ECAs, Export Credit Guarantees Agencies). Il ruolo di supporto di queste istituzioni a livello globale =E8 notevole: si calcola che almeno il 10% del volume complessivo di investimenti privati su scala globale sia incentivato dalle attivit=E0 di queste agenzie. Da una ricerca preliminare svolta dalla Campagna per la Riforma della Banca Mondiale il settore energetico risulta essere una delle punte di diamante dell'intervento della SACE e di Mediocredito Centrale, in particolare nel settori petrolifero e dei grandi impianti termoelettrici. Anche in questo caso il nostro paese prende impegni a livello internazionale e poi continua ad utilizzare denaro pubblico per progetti che li contraddicono.

Dalla situazione esposta appare evidente che l'esito dell'impegno finanziario per il GEF (per il quale il nostro paese ha stanziato finora circa 265 miliardi di lire) il Fondo per l'Ambiente, o per progetti di efficienza energetica, rischia di essere totalmente vanificato dall'assenza di una politica coerente che preveda facolt=E0 di controllo ed indirizzo sull'uso dei fondi stanziati per le Istituzioni Finanziarie Internazionali, nonch=E9 dei finanziamenti concessi tramite la cooperazione bilaterale o in ambito SACE e Mediocredito.


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